Esperienze che ti cambiano la vita

Ci sono esperienze che ti cambiano la vita, che inevitabilmente ti fanno crescere come essere umano, che ti fanno aprire gli occhi su come il mondo troppo spesso sia un posto sbagliato. Queste stesse esperienze ti fanno anche capire che puoi dare una mano mettendo a servizio te stesso per qualcosa o semplicemente per qualcuno.

Circa un anno fa, attraverso un gruppo WhatsApp, il mio Relatore di tesi (Prof. Loris Pagano) mi invitò a partecipare ad alcune giornate di vaccinazioni ad Immigrati, senza tetto, rifugiati politici presso la Comunità di S. Egidio a Roma. La sua fu una richiesta gentile e rispettosa, non conoscendo a fondo la sensibilità e il pensiero dei propri studenti su tematiche che attualmente possono sembrare delicate. Rimasi colpito e incuriosito da questa opportunità, era la prima volta che scoprivo che da studenti di medicina si potevano fare queste esperienze sul campo.

Così cominciò l’avventura che mi ha fatto conoscere centinaia di persone provenienti da circa 60 nazioni sparse su tutti i continenti. La prima volta ammetto che ero agitato, non sapevo con chi dovevo confrontarmi e se mai fossi mai stato all’altezza del mio compito. Ero addetto all’accettazione e alla stesura dell’anamnesi, un ruolo che in questo ambito particolare mi ha permesso di conoscere tante storie diverse e tante personalità forti nella loro profonda disperazione. In questo breve testo racconterò solo 2 pazienti che mi hanno colpito particolarmente.

C’era un signore appartenente ad un ex stato dall’Unione Sovietica, era molto simpatico e aveva voglia di parlare, mi ha raccontato di essere fuggito dalla fame e dalla repressione ideologica nel proprio paese natale e che questa fu la scelta più difficile della sua vita. Approfondendo la chiacchierata mi raccontò che nel suo paese lavorava come ingegnere chimico e che amava leggere Nietzsche e altri filosofi dell’800 e 900. Lo stesso uomo mi disse di non avere rimpianti e di preferire lo status di senza tetto in un paese libero che quello da ingegnere in un paese in catene.

Spesso noi scappiamo dall’Italia alla ricerca di una posizione migliore o più remunerativa, dimenticandoci dell’esistenza di individui che lasciano la propria terra perché perseguitati per le proprie idee o convinzioni. La chiacchierata con questo signore dell’est (che qui ho riassunto brevemente) è stato uno dei momenti che più mi ha toccato.

In una domenica di dicembre siamo andati presso la scuola di italiano gestita dalla Comunità a Roma, qui ho avuto modo di conoscere persone giovanissime, ragazzi e ragazze fuggiti dall’arruolamento forzato e dalla morte certa. Ricordo un ragazzo siriano di 20 anni, arrivato attraverso i canali umanitari nel nostro paese. Lui mi ha raccontato di non essere un seguace dell’islam e che fin da piccolo aveva sognato l’Europa come speranza di libertà; infine mi ha confidato che imparando la nostra lingua ha cominciato a leggere qualche freepress (leggo o metro) restando molto colpito e triste riguardo al fatto che spesso si parla di “problema immigrati”.

Davvero l’immagine che vogliamo dare come popolo italiano è quello di gente intollerante, indisponente e poco intelligente? Questa domanda (che continuo a pormi tutt’ora) non trova risposte soddisfacenti nell’opinione pubblica.

Qui il video racconto dell’esperienza:

È passato un anno, mi sono laureato aiutando a portare a termine questo progetto. Sono fiero di essere un medico che ha avuto la possibilità di fare questa tipologia di esperienza. Questa iniziativa diventa, il 3 ottobre 2017, un progetto nazionale della FIMMG-Comunità di S. Egidio portando la stessa tipologia di esperienze in più città italiane. Qui il comunicato ufficiale:

VACCINI: PROGETTO FIMMG-SANT’EGIDIO, MEDICI FAMIGLIA VACCINANO ‘INVISIBILÌ = Roma, 3 ott. (AdnKronos Salute) – Il medico di famiglia al fianco degli ‘invisibilì. Siglato durante il 74° Congresso Fimmg-Metis, in corso a Domus de Maria (Cagliari) un protocollo d’intesa tra Federazione italiana medici di medicina generale e comunità di Sant’Egidio, per promuovere le vaccinazioni nei più fragili. L’iniziativa è rivolta a persone di età superiore ai 6 anni e verrà realizzata grazie all’impiego di vaccini donati da alcune industrie farmaceutiche. Il progetto di volontariato partirà in cinque città italiane: Genova, Messina, Napoli, Padova, Roma. «Ci auguriamo che presto la sperimentazione possa essere estesa anche ad altre realtà – sottolinea Tommasa Maio, responsabile dell’area vaccini Fimmg – Un progetto pilota è stato già realizzato a Roma durante il periodo della campagna vaccinale 2016/17 dalla Scuola di formazione in medicina di famiglia-Regione Lazio, ottenendo risultati soddisfacenti». Potranno aderire su base volontaria gli iscritti alla Fimmg delle sedi provinciali coinvolte, i medici del triennio di Formazione specifica, i diplomati del Corso di formazione specifica in medicina generale e i medici neo-laureati. La comunità di Sant’Egidio individuerà e metterà a disposizione le sedi dove effettuare le vaccinazioni.

Tommasa Maio – Segretario Nazionale – FIMMG Settore Continuità Assistenziale

Qui il video dove la Dott.ssa Caterina Pizzutelli espone il progetto:

Sono fiero di aver conosciuto i colleghi straordinari della scuola di formazione in medicina di famiglia della Regione Lazio, prima maestri e poi amici.

Questo è il momento di fare un passo in avanti smettendo di evidenziare le differenze tra i popoli ma rafforzando quelli che sono i valori che ci uniscono. Lavorare sull’integrazione non è mai una strada a senso unico, integrare l’altro significa anche lavorare su sé stessi aggiungendo esperienze e sapere al nostro bagaglio.

Damiano Pizzuti

 

 

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