Cosa pensi di Ceccano, ricorsi storici?

Questa mattina mi sono imbattuto in un interessante articolo su “Ciociaria Oggi” a firma del sempre puntuale Marco Barzelli.

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Figura 1. Articolo Ciociaria Oggi

Nell’approfondimento si fa riferimento all’ultimo sondaggio proposto dall’Amministrazione Comunale di Ceccano, dove venivano indagati i fattori di benessere nel nostro territorio.

Mi preme a questo punto ricordare che dal 2015 avevo cominciato a studiare la popolazione sotto questi fattori, è quindi utile valutare i mutamenti che sono avvenuti in questi anni. Tra questi il dato che salta più all’occhio è quello sul gradimento che la popolazione ha riguardo l’operato e fiducia nella stessa amministrazione proponente.

Nel 2016 furono 623 le interviste raccolte, mentre 389 nel 2017, con un intervallo di confidenza maggiore del 95%.

Qui i dati rispetto all’amministrazione comunale in questi anni

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Tabella 1. Confronto dati riguardo alla sfiducia della popolazione della gestione amministrativa locale, secondo i questionari sottoposti negli anni alla popolazione

Appare lampante che è necessaria, da parte della classe politica locale, una profonda e chiara autocritica riguardo un operato che non sempre è stato trasparente e lineare in questi anni. Lo stesso che vi scrive ha dovuto subire ogni genere di accusa riguardo la somministrazione di questionari anonimi alla popolazione nel 2016 e 2017. Ora la stessa amministrazione ha uno strumento per guardarsi allo specchio e per riflettere sulla direzione che sta prendendo la nostra cara Ceccano.
Troppo spesso si è preferito ricorrere allo scontro, in un clima di odio orientato al “diverso” che ha superato ogni limite di sopportazione. Ritengo che sia arrivato il momento di riunire chi si occupa di cultura sul territorio, chi parla di innovazione e servizi per lo sviluppo, chi ha voglia di passare dalla contea dei templari ad una moderna cittadina europea. Abbiamo subito la “rivoluzione” dei prepotenti, è arrivato il momento di costruire qualcosa di più, qualcosa che la nostra terra merita.

Damiano Pizzuti

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Il gruppo “Giovani Medici Frosinone” per la Valle del Sacco

Dopo qualche settimana di inattività torno a scrivere di salute, prevenzione e buone pratiche nella società. Lo faccio presentando un progetto che mi sta molto a cuore, da mesi infatti i medici più giovani della provincia di Frosinone stanno parlando, facendo gruppo al fine di creare un sostegno concreto e tangibile alla terra che li ha visti nascere. Si tratta di professionisti under 40 che sicuramente avrete avuto modo di conoscere nei presidi di Guardia Medica, nei PAT o in qualche sostituzione dal vostro medico di famiglia.

Impareremo tutti a conoscere meglio i “GMF“, annuncio che è in lavorazione un sito completamente gestito da loro che si propone di fare informazione corretta riguardo pratiche mediche, patologie comuni, prevenzione e che cercherà di spiegare quello che giorno dopo giorno accade dal punto di vista sanitario nel nostro territorio. Ci tengo a precisare che tale gruppo è autonomo e non finanziato da nessuno se non dalla buona volontà e dalle capacità di ognuno dei suoi componenti.

Perché i Giovani Medici Frosinone?

Ora passiamo alle cose pratiche: parte uno studio che si pone di indagare le relazioni esistenti tra territorio, inquinamento, abitudini alimentari e stile di vita nella popolazione della Valle del Sacco. In queste settimane hanno risposto favorevolmente all’iniziativa i Comuni di Ceccano, Pofi e Castro dei Volsci promettendoci sostegno all’iniziativa e la massima collaborazione. Ringraziamo le amministrazioni e speriamo che nei prossimi giorni altri possano avvicinarsi al progetto.

In cosa consiste?

Si tratta di un questionario online (gestito con servizio Google Moduli) che indaga le abitudini nella popolazione della Valle del Sacco. Il questionario verrà presto presentato anche sotto forma cartacea, in alcuni punti in via di definizione. L’obiettivo è quello di raggiungere almeno 15 mila interviste al fine di comporre uno studio di popolazione quanto più statisticamente rilevante.

Come fare?

Potete partecipare al questionario cliccando a questo link (QUESTIONARIO). Il questionario è anonimo e i dati raccolti verranno utilizzati esclusivamente a scopo di studio statistico.

Che fine faranno i risultati?

Dopo attenta analisi i dati raccolti verranno utilizzati al fine di stendere un articolo scientifico, che verrà inviato a riviste specializzate e alle segreterie dei congressi di settore. Avremo modo quindi di studiare la popolazione in larga scala (grazie allo strumento informatico) e di individuare criticità e interventi possibili in ambito sanitario così da proporre alla popolazione della nostra terra un servizio sanitario sempre più attento e mirato a quelle che sono le reali esigenze.

Vi ringrazio per la partecipazione, che non potrà che essere numerosa

Damiano Pizzuti

Cosa pensi di Ceccano, i nuovi risultati

Per la seconda volta, gli abitanti di Ceccano hanno avuto la possibilità di esprimere il proprio giudizio riguardo vari settori del paese. L’intervista, soprattutto in seguito al recente atteggiamento da parte della politica locale nel contrastare la libertà di pensiero altrui, è avvenuta per tutti in forma anonima al fine di tutelare il soggetto partecipante da qualsivoglia ritorsione derivante dal proprio giudizio.

Qui potete scaricare tutti i grafici in formato PDF

Passiamo ad analizzare brevemente i risultati. Possiamo notare che la maggior parte degli intervistati ha un’età compresa tra i 20 e i 30 anni, è proprio questa la risorsa d cui ha maggiormente bisogno il territorio per assicurare un futuro florido. Non siamo riusciti ad avvicinare molto l’età più adulta (over 50) forse per difficoltà o diffidenza nell’utilizzo del mezzo informatico                                                                       graf1

Ricordo che il campione totale è stato di 413 interviste valide (M=53,8%, F=46,2%). L’85,6% degli intervistati dichiara di abitare stabilmente a Ceccano, gli altri di frequentare il paese per motivi di studio-lavoro. Interessante il dato proveniente dalla scolarità, la maggior parte degli intervistati (53,6%) possiede un titolo di istruzione superiore (laurea o percorso post laurea); si potrebbe a questo punto censire realmente le risorse professionali ed intellettive sul territorio cominciando a dare loro il giusto riconoscimento.

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Alle domande “cosa cambieresti” e “quale è un punto forte” i ceccanesi si sono suddivisi come evidenziato nei grafici (selezionati per titolo di studio). Interessante notare che il trend è similare nelle tre analisi, segno che non esiste una variabilità di giudizio significativa legata al proprio livello socio-culturale.

Per quanto riguarda i soggetti con alta scolarità possiamo notare che ritengono punto di forza di Ceccano:

  1. Associazioni, volontariato e sport (51,8%)
  2. Scuole e formazione (39,7%)
  3. Bellezze storico culturali (39%)

Gli stessi invece indicato di cambiare:

  1. Gestione dei servizi essenziali (acqua, nettezza urbane ecc) nel 77,3% delle interviste
  2. Amministrazione locale e politica nel 60,3% delle schede (unico dato in netto aumento con quasi il 10% in più rispetto alla precedente intervista)
  3. Decoro urbano e pulizia (48,2%)

Non è nella top 3 del “cosa cambiare” la sezione “rete e connettività”, con mia enorme sorpresa. Il cittadino fabraterno preferisce al momento una svolta a livello amministrativo-politico anziché in tema di tecnologia.

Lo stesso trend si può notare nei voti che gli intervistati hanno dato per ciascun settore, visualizzabili nel PDF citato sopra.

In generale da 1 a 10 il cittadino ceccanese dà al proprio paese un voto medio di 4,46/10.

Il mio giudizio personale è che tali risultati rappresentano un urlo disperato da parte soprattutto di giovani che hanno investito tempo e denaro nella formazione e che non trovano riscontro né approvazione sul territorio che li ha visti nascere. Lo stesso territorio che vede andare avanti incapaci molto spesso grazie ad amicizie o ad accordi economici di varia natura. Lo stesso territorio avvelenato da chi si occupa di fare campagna elettorale perpetua anziché parlare seriamente di società, cultura, ecologia e integrazione. 

Damiano Pizzuti

 

 

 

Albo delle associazioni, a che punto siamo?

Ormai 2 anni fa (14 luglio 2015) si teneva presso il Castello dei Conti de Ceccano un incontro (organizzato da me come rappresentante dell’Associazione Sirio) tra molti gruppi associativi fabraterni. Lo scopo era quello di unire, di conoscersi e di stabilire dei punti fermi per donare al nostro paese forme di intrattenimento culturale vario e più dilazionato durante l’anno solare. Ben 25 Associazioni Ceccanesi in tale occasione hanno avuto modo di discutere e conoscersi, anche alla presenza dei due assessori di riferimento.

Qui l’articolo del Prof. Pietro Alviti che con la solita puntualità ci regala una breve cronaca della serata. In tale occasione ricordo che l’Assessore alla Cultura del nostro paese promise ben 100mila euro da spendere in attività culturali e per le associazioni sul territorio, mentre l’Assessore ai rapporti con le associazioni annunciò l’istituzione di un albo delle associazioni già deliberato dalla giunta tutt’ora insediata a Ceccano. Tale delibera non è più visualizzabile sul portale del nostro comune, potete visualizzarla cliccando qui (delibera del 9/07/2015).

Da promotore dell’iniziativa e forte sostenitore di una coesione tra gruppi che si occupano di società e cultura non potevo che essere soddisfatto e felice di questa strada intrapresa. Dal 1 settembre 2015 infatti si è aperto ufficialmente l’albo delle associazioni con la possibilità di iscriversi al registro dedicato. La promessa, fatta dagli assessori a voce unita, è stata quella di convocare incontri periodici con settorializzazione tematica al fine di poter convogliare al meglio le forze sul territorio.

Sono passati ben 2 anni e di quella iniziativa non resta più nulla se non una pila di statuti e atti costitutivi delle associazioni ammassati chissà in quale faldone negli archivi comunali. Sono stati fatti degli eventi tematici (es. Carnevale, Natale) dove non si è seguita la logica dell’inclusione, ma dell’esclusione. Eventi votati spesso ad una logica più commerciale che culturale, quando è risaputo che il commercio funziona se si crea un’attrattiva complessa e strutturata tale che si mette l’utente nella condizione di stazionare sul territorio per più tempo possibile.

Circa 10 giorni fa ho avuto il piacere di discutere con un consigliere comunale della maggioranza ceccanese.  Ho posto la questione dell’albo ritenendo me stesso un cittadino preso in giro ed indignato per non aver dato seguito ad una proposta seria e utile per il paese; la promessa è stata quella di essere contattato telefonicamente in 3 giorni con l’auspicio di organizzare un tavolo con rappresentanti di associazioni, comune e società civile. Nella giornata di ieri ho ricontattato tale rappresentante il quale mi ha detto che esiste già un forum civico della associazioni del quale io, per mia scelta, non faccio parte; di conseguenza non si vede l’esigenza di organizzare tale incontro. A questo punto:

  1. Se esiste tale organizzazione (nata e morta in fase embrionale per come la ricordo) e ad oggi opera, perché non se ne dà notizia per mezzo stampa, social al fine di avvicinare e coinvolgere? (Mi sembrerebbe nel caso una grave mancanza di rispetto da parte dei gestori dell’ente non darne notizia)
  2. Perché dovremmo aver bisogno di un’organizzazione “civica” quando possiamo avere a disposizione uno strumento comunale, già deliberato da ben 2 anni, che se messo nelle giuste mani funziona bene?
  3. Perché le associazioni ceccanesi non si sentono offese e prese in giro come mi sento io in questo momento?

Per quanto mi riguarda continuerò a lottare, ad essere diffidato, denunciato e insultato per portare avanti quello in cui credo, voi siete pronti a fare lo stesso?

“Non temo l’ingegneria genetica ma la manipolazione culturale”

“Non si può mettere un lucchetto al cervello umano”

Rita Levi Montalcini

 

Damiano Pizzuti

 

 

Inquinamento, come affrontarlo?

Nel nostro territorio, soprattutto nei centri abitati più grandi, ogni giorno la popolazione è sottoposta ad inalazione di miscele di inquinanti atmosferici potenzialmente dannosi per la salute. L’apparato respiratorio è il primo bersaglio di sostanza dannose provenienti dall’aria, sono molteplici gli studi che dimostrano l’effettiva correlazione tra patologie croniche respiratorie (secondariamente cardiocircolatorie e neoplastiche) e composizione di aria respirata. Il trend per i prossimi decenni è in costante aumento, a causa di industrializzazione selvaggia e zone urbane non a basso impatto ambientale.

Bisogna precisare gli inquinanti si possono classificare in indoor (quando la loro assunzione avviene in luoghi chiusi) e outdoor (quando li assumiamo all’aperto come in strade, centri urbani, industrie). L’inquinamento atmosferico produrrà quindi degli effetti che possono essere:

  • ACUTI, quando si manifestano nel giro di poco (ore, giorni) tempo dall’esposizione di alte concentrazioni di inquinanti (es. intossicazione da monossido di carbonio dalle vecchie stufe domestiche)
  • CRONICI, quando si manifestano dopo anni in seguito ad inalazioni continuative di inquinanti, anche se a basse concentrazioni (sono gli effetti più temibili che possono portare a cancerogenesi)
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Tabella 1. Descrizione degli inquinanti atmosferici particolati. Fonte: Epidemiologia & Prevenzione 2013

In base ai dati forniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’inquinamento nell’aria sarebbe responsabile di 3,7 milioni di decessi all’anno (su tutte le forme di inquinamento la cifra arriva a superare i 12 milioni); di questi 800 mila solo in Europa.  La stessa OMS ha richiamato l’Europa a politiche più severe al fine di salvaguardare la salute pubblica

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Grafico 1. Confronto tra percentuale urbana esposta a inquinanti atmosferici secondo l’Unione Europea e quella secondo l’OMS.  Fonte: European Environment
Agency – http://www.eea.europa.eu

Per quanto riguarda la situazione italiana, il Progetto VIIAS (Valutazione Integrata dell’Impatto dell’Inquinamento atmosferico sull’Ambiente e sulla Salute), finanziato nel quadro delle iniziative del Centro Controllo Malattie (CCM) del Ministero della Salute, ha effettuato la valutazione integrata dell’inquinamento atmosferico in Italia valutando l’intera catena di eventi (dalle politiche, alle fonti di esposizione, alle modalità di esposizione, agli impatti) che possono influire sulla salute della popolazione. Il Progetto ha fornito una stima del numero di decessi attribuibili all’inquinamento atmosferico in Italia.
Gli inquinanti oggetto di studio – il particolato atmosferico, soprattutto la sua frazione fine, il PM2,5, il biossido di azoto (NO2) e l’ozono (O3) – sono associati a effetti quali l’aumento di sintomi respiratori, l’aggravamento di patologie croniche cardio-respiratorie, il tumore polmonare, l’aumento della mortalità e la riduzione della speranza di vita. Analizzando la mortalità causa specifica sono stati stimati 19.945 decessi per patologie cardiovascolari, 3.197 decessi per malattie dell’apparato respiratorio e 2.938 per tumore polmonare. Al Nord si muore di più che nel resto d’Italia a causa del particolato fine, sia per patologie cardiovascolari (oltre 12.600 casi) sia per malattie dell’apparato respiratorio (2.112 casi) e tumore ai polmoni (1.935 casi). Inoltre, il progetto ha stimato 12.400 nuovi casi di eventi coronarici (infarto e angina grave) attribuibili all’esposizione a PM2.5.

Ministero della Salute – Centro Controllo Malattie

Cosa possiamo fare come cittadini?

Qui alcuni consigli molto semplici per migliorare la propria qualità di vita contribuendo al benessere generale della popolazione.

  1. Utilizzare meglio le risorse disponibili ed evitare gli sprechi, in particolare di energia elettrica e acqua. L’attenzione verso i consumi, può portare a un risparmio dal 30% al 50% di energia elettrica domestica, con ricadute positive anche sull’ambiente. Inoltre quando si acquistano elettrodomestici, è opportuno scegliere quelli a minor consumo energetico (classi A o A+)
  2. Usare i mezzi pubblicila bicicletta o camminare a piedi contribuisce a ridurre l’inquinamento dell’aria e, favorendo l’attività fisica, può migliorare il nostro stato di salute
  3. Ridurre il consumo di carne: è dimostrato che ridurre il consumo di carne e di alimenti di origine animale contribuisce a ridurre le emissioni di gas serra prodotte dall’allevamento del bestiame. Ci tengo a precisare che “ridurre” non significa “eliminare”, la nostra dieta ha bisogno di proteine di origine animale.
  4. Seguire una dieta ricca di antiossidanti può contrastare e ridurre gli effetti negativi dell’inquinamento atmosferico. Gli antiossidanti sono sostanze in grado di neutralizzare i radicali liberi e proteggere l’organismo dalla loro azione nociva.
  5. Limitare l’esposizione agli inquinanti presenti negli ambienti indoor (casa, scuola, ufficio e luoghi ricreativi) e in particolare evitare l’esposizione a fumo di tabacco attivo e passivo che è ancora oggi il principale fattore di rischio evitabile di morte.

In attesa di politiche serie e coerenti, è nostro compito fare il possibile per diminuire la probabilità di essere vittime di patologie correlate all’inquinamento atmosferico; soprattutto nel territorio in cui viviamo che da troppi anni viene molestato senza tregua nel più totale vuoto legislativo.

Damiano Pizzuti

Fonti: