Più di 200 interviste in poche ore, parte il questionario “Salute e stile vita nella Valle del Sacco”

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Pubblicato nella serata di ieri 7 agosto 2018, il questionario proposto e strutturato dal gruppo “Giovani Medici Frosinone” ha raccolto già più di 200 interviste, tanti consensi da parte della popolazione che sicuramente rinfrancano del lavoro fatto.

Per tutte le informazioni e gli obiettivi dello studio invito a leggere il precedente articolo CLICCANDO QUI

Chi sono i Giovani Medici Frosinone?

Si tratta di medici under 40 della nostra provincia, molti in attesa di formazione (a causa dei sempre scarsi posti nei corsi di alta formazione post universitari), altri in specializzazione o nel corso di formazione in medicina generale, infine alcuni già specializzati; parliamo di un’intera generazione di professionisti che ha deciso spontaneamente e senza condizionamenti di mettersi al servizio della comunità. Qui una breve lista di tutti i medici partecipanti, suddivisi per paese di residenza (in via di aggiornamento):

  • DOTT.SSA CHIARA COCCIA – ALATRI
  • DOTT.SSA FABIOLA COCCIA – ALATRI
  • DOTT.SSA ROBERTA NAFRA – ALATRI
  • DOTT. FRANCESCO IANNONE – AQUINO
  • DOTT. EMILIANO ARANGO – BOVILLE ERNICA
  • DOTT.SSA EMANUELA LANNI – CASSINO
  • DOTT.SSA EMY MANZI – CASSINO
  • DOTT.SSA CRISTINA FRABOTTA – CASTRO DEI VOLSCI
  • DOTT. DAMIANO PIZZUTI – CECCANO
  • DOTT.SSA ILARIA FIORI – CECCANO
  • DOTT. FRANCESCO SCIORIO – CEPRANO
  • DOTT.SSA SIMONA MASTRANGELI – FERENTINO
  • DOTT.SSA SARA LA BELLA – FERENTINO
  • DOTT. DANIELE MARINELLI – FERENTINO
  • DOTT.SSA IOLE NICOLI – FROSINONE
  • DOTT. EMANUELE DI MURRO – FROSINONE
  • DOTT.SSA GIOIA MASTROMORO – FROSINONE
  • DOTT.SSA ALESSANDRA COLELLA – FROSINONE
  • DOTT. ALESSANDRO REALI – MONTE S. GIOVANNI CAMPANO
  • DOTT.SSA TATIANA RECA – ROCCASECCA
  • DOTT.SSA VINCENZA VENDITTELLI – SAN VITTORE NEL LAZIO
  • DOTT. NICOLA PESCETELLI – SERRONE
  • DOTT.SSA BEDETTA FERRERA – SORA
  • DOTT.SSA CATERINA PIETROGIACOMI – TRIVIGLIANO
  • DOTT.SSA MARTINA D’ONORIO – VEROLI

 

PER PARTECIPARE ALLO STUDIO CLICCARE QUI

In un prossimo articolo sarà mia cura rispondere al alcuni dubbi e proposte che stanno arrivano attraverso lo spazio aperto nel questionario, vi chiedo di darmi del tempo per potervi leggere tutti.  A presto e grazie

Damiano Pizzuti

 

 

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Il gruppo “Giovani Medici Frosinone” per la Valle del Sacco

Dopo qualche settimana di inattività torno a scrivere di salute, prevenzione e buone pratiche nella società. Lo faccio presentando un progetto che mi sta molto a cuore, da mesi infatti i medici più giovani della provincia di Frosinone stanno parlando, facendo gruppo al fine di creare un sostegno concreto e tangibile alla terra che li ha visti nascere. Si tratta di professionisti under 40 che sicuramente avrete avuto modo di conoscere nei presidi di Guardia Medica, nei PAT o in qualche sostituzione dal vostro medico di famiglia.

Impareremo tutti a conoscere meglio i “GMF“, annuncio che è in lavorazione un sito completamente gestito da loro che si propone di fare informazione corretta riguardo pratiche mediche, patologie comuni, prevenzione e che cercherà di spiegare quello che giorno dopo giorno accade dal punto di vista sanitario nel nostro territorio. Ci tengo a precisare che tale gruppo è autonomo e non finanziato da nessuno se non dalla buona volontà e dalle capacità di ognuno dei suoi componenti.

Perché i Giovani Medici Frosinone?

Ora passiamo alle cose pratiche: parte uno studio che si pone di indagare le relazioni esistenti tra territorio, inquinamento, abitudini alimentari e stile di vita nella popolazione della Valle del Sacco. In queste settimane hanno risposto favorevolmente all’iniziativa i Comuni di Ceccano, Pofi e Castro dei Volsci promettendoci sostegno all’iniziativa e la massima collaborazione. Ringraziamo le amministrazioni e speriamo che nei prossimi giorni altri possano avvicinarsi al progetto.

In cosa consiste?

Si tratta di un questionario online (gestito con servizio Google Moduli) che indaga le abitudini nella popolazione della Valle del Sacco. Il questionario verrà presto presentato anche sotto forma cartacea, in alcuni punti in via di definizione. L’obiettivo è quello di raggiungere almeno 15 mila interviste al fine di comporre uno studio di popolazione quanto più statisticamente rilevante.

Come fare?

Potete partecipare al questionario cliccando a questo link (QUESTIONARIO). Il questionario è anonimo e i dati raccolti verranno utilizzati esclusivamente a scopo di studio statistico.

Che fine faranno i risultati?

Dopo attenta analisi i dati raccolti verranno utilizzati al fine di stendere un articolo scientifico, che verrà inviato a riviste specializzate e alle segreterie dei congressi di settore. Avremo modo quindi di studiare la popolazione in larga scala (grazie allo strumento informatico) e di individuare criticità e interventi possibili in ambito sanitario così da proporre alla popolazione della nostra terra un servizio sanitario sempre più attento e mirato a quelle che sono le reali esigenze.

Vi ringrazio per la partecipazione, che non potrà che essere numerosa

Damiano Pizzuti

Morbillo, a che punto siamo?

Dopo il deciso intervento da parte del Ministero della Salute nel 2017, che ricordiamo aver regolamentato in maniera netta l’obbligatorietà alle vaccinazioni nei più giovani, possiamo prendere visione di primi dati sulla sorveglianza continua dell’infezione forniti da “Epicentro” .

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Figura. 1 – Gennaio 2017 e Gennaio 2018 a confronto. Morbillo & Rosolia News, Istituto Superiore della Sanità

Confrontando i documenti della sorveglianza attiva su morbillo e rosolia nel nostro paese possiamo notare che i risultati sono confortanti.

Nel gennaio 2017 erano 238 i casi di morbillo riconosciuti, 164 a gennaio 2018; un sensibile calo di 74 casi (più di 2 pazienti in meno al giorno). Ricordiamo però che ancora si muore di morbillo (2 decessi nel primo mese del corrente anno). Alcuni dati:

  • L’età mediana dei casi è stata pari a 25 anni
  • Il 26,4% dei casi ha meno di cinque anni di età; di questi, 14 bambini al di sotto dell’anno
  • Il 52,4% dei casi si è verificato in soggetti di sesso femminile
  • L’89,8% dei casi per cui è noto lo stato vaccinale era non vaccinato
  • Il 55,5% dei casi è stato ricoverato e un ulteriore 18,9% si è rivolto ad un Pronto Soccorso
  • Sono stati segnalati 2 decessi, in due persone adulte di età 38 e 41 anni rispettivamente. Questi portano a 6 il numero totale di decessi in Italia da quando ha avuto inizio l’epidemia (al momento è più facile morire di morbillo che di meningite, solo per fare un esempio)
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Figura 2. Nel grafico i casi di Morbillo da gennaio 2013 a gennaio 2018. Il picco che si nota nel 2017 è coinciso con le campagne no-vax messe in moto da esponenti di varia estrazione politica e sociale per mezzo di social network con campagne di istigazione alla paura (infondata) sulle masse. Fonte: Istituto Superiore di Sanità

La strada intrapresa è senza dubbio quella giusta, ma ancora è lungo il cammino da fare. Questo è il momento di formare alla perfezione il personale sanitario affinché possa rappresentare il punto centrare di diffusione di informazione positiva e rassicurante sulla popolazione. Solo attraverso una conoscenza accurata il nostro paese potrà andare oltre l’obbligo vaccinale.

Un giorno vaccinarsi non sarà più visto come un obbligo ma un atto di coscienza civica e di progresso sociale.

Damiano Pizzuti

Qui la pagina dedicata al morbillo dell’Istituto Superiore di Sanità

 

Siamo tornati a raccontare storie

Un anno dopo la Comunità di S.Egidio ci apre le porte, di nuovo insieme a loro per visitare, vaccinare, ascoltare storie di una quotidianità così lontana da noi che spesso dimentichiamo anche di pensarci. Quest’anno il progetto “Gli Invisibili” è nazionale; non solo Roma ma anche Padova, Messina e Napoli saranno fedeli compagne di avventura. Chi vedremo?  Senza tetto, immigrati arrivati grazie ai canali umanitari, rifugiati politici, ragazzi giovani e meno fortunati che tentano di integrarsi studiando l’italiano nella scuola messa a disposizione da S.Egidio. 

Una grande collaborazione che vede insieme per Roma: FIMMG, Scuola di Formazione in medicina generale della Regione Lazio, Cooperativa Romamed, Università la Sapienza, Mylan, Pfizer, Seqiris, e tanti tanti medici volontari (giovani e non) che hanno scelto di ritagliarsi un po’ di tempo dalle normali attività professionali da dedicare agli invisibili.

Sono contento di far parte per il secondo anno consecutivo di questo straordinario gruppo, di avere la possibilità di ascoltare storie e conoscere persone che ti fanno comprendere fino in fondo cosa significa accoglienza, integrazione. Per tutto questo voglio ringraziare primariamente il Prof. Loris Pagano, mentore e condottiero in questo cammino, la Dott.ssa Caterina Pizzutelli che sempre appoggia con entusiasmo ogni iniziativa specialmente da parte di noi giovani medici, la Dott.ssa Maddalena Matarazzo e la Dott.ssa Rossella Barigelli con le quali ho stretto una sincera amicizia e spero di rivedere gomito a gomito durante il percorso. Ci sono tanti altri colleghi che vorrei citare e ringraziare (e avrò modo di farlo nei successivi articoli); loro hanno già iniziato a vaccinare e ad ascoltare crude storie di umanità.

Qui i primi scatti della campagna di vaccinazione.

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Damiano Pizzuti

 

 

 

Influenza, parte la campagna di vaccinazione

Anche quest’anno riparte la campagna di vaccinazioni contro il virus influenzale, rivolta soprattutto a pazienti fragili e categorie sensibili. Da metà ottobre a fine dicembre è il periodo più indicato per effettuare la vaccinazione antinfluenzale, per la situazione climatica del nostro Paese e per l’andamento temporale mostrato dalle epidemie influenzali. Ricordo che anche in questo caso la vaccinazione risulta essere uno strumento efficace ed affidabile al fine di prevenire non solo la malattia, ma soprattutto le sue complicanze.

Il ministero della salute, nella Circolare ministeriale 31 luglio 2017, pone degli obiettivi per tale campagna, tra i quali vorrei porre l’accento su:

  1. Riduzione della contrazione individuale della patologia, con conseguente riduzione delle ospedalizzazioni e della mortalità
  2. Riduzione dei costi sociali connessi con la morbosità e mortalità dell’infezione

A chi è rivolta la campagna? La vaccinazione è fortemente consigliata a pazienti di età superiore ai 65 anni, ai soggetti di qualsiasi età portatori di patologie di base che ne aggravano le complicanze, alle persone che svolgono attività di valenza sociale anche se non a rischio individuale diretto. Per tutte le persone comprese nelle categorie di rischio la vaccinazione è totalmente GRATUITA

Sulla base dei ceppi virali circolanti e sull’andamento delle sindromi similinfluenzali (ILI) nel mondo, il Global Influenza Surveillance Network dell’OMS, in collaborazione con i National Influenza Centres (NIC) aggiorna ogni anno la composizione del vaccino antinfluenzale.
Per la stagione 2017-2018 la composizione vaccinale è la seguente:

  • A/Michigan/45/2015 (H1N1) – nuova variante
  • A/Hong Kong/4801/2014(H3N2) – presente anche nel vaccino 2016/2017
  • B/Brisbane/60/2008(lineaggio B/Victoria) – presente anche nel vaccino 2016/2017

Ministero della Salute

Dove vaccinarsi?

A seconda delle necessità e dei casi il vaccino può essere effettuato: 

  • presso il proprio medico di famiglia o pediatra di libera scelta 
  • presso i centri vaccinali della propria ASL
  • in casi specifici anche presso la sede di lavoro (se prevista la postazione del medico del lavoro)

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Le coperture vaccinali non sono ancora soddisfacenti, complice anche l’enorme rilevanza mediatica delle campagne diffamatorie ad opera dei “novax“.

Fare una scelta di salute e di civiltà è facile, parlane con il tuo medico di famiglia.

Damiano Pizzuti

Esperienze che ti cambiano la vita

Ci sono esperienze che ti cambiano la vita, che inevitabilmente ti fanno crescere come essere umano, che ti fanno aprire gli occhi su come il mondo troppo spesso sia un posto sbagliato. Queste stesse esperienze ti fanno anche capire che puoi dare una mano mettendo a servizio te stesso per qualcosa o semplicemente per qualcuno.

Circa un anno fa, attraverso un gruppo WhatsApp, il mio Relatore di tesi (Prof. Loris Pagano) mi invitò a partecipare ad alcune giornate di vaccinazioni ad Immigrati, senza tetto, rifugiati politici presso la Comunità di S. Egidio a Roma. La sua fu una richiesta gentile e rispettosa, non conoscendo a fondo la sensibilità e il pensiero dei propri studenti su tematiche che attualmente possono sembrare delicate. Rimasi colpito e incuriosito da questa opportunità, era la prima volta che scoprivo che da studenti di medicina si potevano fare queste esperienze sul campo.

Così cominciò l’avventura che mi ha fatto conoscere centinaia di persone provenienti da circa 60 nazioni sparse su tutti i continenti. La prima volta ammetto che ero agitato, non sapevo con chi dovevo confrontarmi e se mai fossi mai stato all’altezza del mio compito. Ero addetto all’accettazione e alla stesura dell’anamnesi, un ruolo che in questo ambito particolare mi ha permesso di conoscere tante storie diverse e tante personalità forti nella loro profonda disperazione. In questo breve testo racconterò solo 2 pazienti che mi hanno colpito particolarmente.

C’era un signore appartenente ad un ex stato dall’Unione Sovietica, era molto simpatico e aveva voglia di parlare, mi ha raccontato di essere fuggito dalla fame e dalla repressione ideologica nel proprio paese natale e che questa fu la scelta più difficile della sua vita. Approfondendo la chiacchierata mi raccontò che nel suo paese lavorava come ingegnere chimico e che amava leggere Nietzsche e altri filosofi dell’800 e 900. Lo stesso uomo mi disse di non avere rimpianti e di preferire lo status di senza tetto in un paese libero che quello da ingegnere in un paese in catene.

Spesso noi scappiamo dall’Italia alla ricerca di una posizione migliore o più remunerativa, dimenticandoci dell’esistenza di individui che lasciano la propria terra perché perseguitati per le proprie idee o convinzioni. La chiacchierata con questo signore dell’est (che qui ho riassunto brevemente) è stato uno dei momenti che più mi ha toccato.

In una domenica di dicembre siamo andati presso la scuola di italiano gestita dalla Comunità a Roma, qui ho avuto modo di conoscere persone giovanissime, ragazzi e ragazze fuggiti dall’arruolamento forzato e dalla morte certa. Ricordo un ragazzo siriano di 20 anni, arrivato attraverso i canali umanitari nel nostro paese. Lui mi ha raccontato di non essere un seguace dell’islam e che fin da piccolo aveva sognato l’Europa come speranza di libertà; infine mi ha confidato che imparando la nostra lingua ha cominciato a leggere qualche freepress (leggo o metro) restando molto colpito e triste riguardo al fatto che spesso si parla di “problema immigrati”.

Davvero l’immagine che vogliamo dare come popolo italiano è quello di gente intollerante, indisponente e poco intelligente? Questa domanda (che continuo a pormi tutt’ora) non trova risposte soddisfacenti nell’opinione pubblica.

Qui il video racconto dell’esperienza:

È passato un anno, mi sono laureato aiutando a portare a termine questo progetto. Sono fiero di essere un medico che ha avuto la possibilità di fare questa tipologia di esperienza. Questa iniziativa diventa, il 3 ottobre 2017, un progetto nazionale della FIMMG-Comunità di S. Egidio portando la stessa tipologia di esperienze in più città italiane. Qui il comunicato ufficiale:

VACCINI: PROGETTO FIMMG-SANT’EGIDIO, MEDICI FAMIGLIA VACCINANO ‘INVISIBILÌ = Roma, 3 ott. (AdnKronos Salute) – Il medico di famiglia al fianco degli ‘invisibilì. Siglato durante il 74° Congresso Fimmg-Metis, in corso a Domus de Maria (Cagliari) un protocollo d’intesa tra Federazione italiana medici di medicina generale e comunità di Sant’Egidio, per promuovere le vaccinazioni nei più fragili. L’iniziativa è rivolta a persone di età superiore ai 6 anni e verrà realizzata grazie all’impiego di vaccini donati da alcune industrie farmaceutiche. Il progetto di volontariato partirà in cinque città italiane: Genova, Messina, Napoli, Padova, Roma. «Ci auguriamo che presto la sperimentazione possa essere estesa anche ad altre realtà – sottolinea Tommasa Maio, responsabile dell’area vaccini Fimmg – Un progetto pilota è stato già realizzato a Roma durante il periodo della campagna vaccinale 2016/17 dalla Scuola di formazione in medicina di famiglia-Regione Lazio, ottenendo risultati soddisfacenti». Potranno aderire su base volontaria gli iscritti alla Fimmg delle sedi provinciali coinvolte, i medici del triennio di Formazione specifica, i diplomati del Corso di formazione specifica in medicina generale e i medici neo-laureati. La comunità di Sant’Egidio individuerà e metterà a disposizione le sedi dove effettuare le vaccinazioni.

Tommasa Maio – Segretario Nazionale – FIMMG Settore Continuità Assistenziale

Qui il video dove la Dott.ssa Caterina Pizzutelli espone il progetto:

Sono fiero di aver conosciuto i colleghi straordinari della scuola di formazione in medicina di famiglia della Regione Lazio, prima maestri e poi amici.

Questo è il momento di fare un passo in avanti smettendo di evidenziare le differenze tra i popoli ma rafforzando quelli che sono i valori che ci uniscono. Lavorare sull’integrazione non è mai una strada a senso unico, integrare l’altro significa anche lavorare su sé stessi aggiungendo esperienze e sapere al nostro bagaglio.

Damiano Pizzuti

 

 

I numeri del tumore in Italia

Come ogni anno, l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) in collaborazione con AIRTUM (registro tumori) rilascia un documento chiamato “I NUMERI DEL CANCRO IN ITALIA“. Tutti i dati vengono diffusi da Epicentro (Istituto Superiore di Sanità) e dal Ministero della Salute. Nel 2017, per il primo anno, i dati sono a disposizione di cittadini e pazienti in una forma “smart” al fine di far comprendere alla maggior parte della popolazione la situazione “tumori” nel nostro paese e i fattori di rischio alla base della patologia.

Qui potete scaricare la versione “smart” per cittadini

Qui invece la versione estesa per operatori sanitari

Ogni giorno circa 1000 persone ricevono diagnosi di tumore. Calano tumori del colon-retto (efficacia dello screening) e le leucemie; trend in crescita per quanto riguarda pancreas, tiroide, melanoma. Dato interessante è che, in entrambi i sessi, la mortalità continua a diminuire (segno di un diffuso miglioramento delle terapie a disposizione). Fin’ora, nel 2017, sono circa 369.000 i casi diagnosticati (con stima sull’ultimo trimestre in corso), tra questi i più frequenti sono: colon-retto, mammella, prostata e polmone (tabella1). L’invecchiamento della popolazione favorisce l’insorgenza di tali neoplasie

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Tabella 1. Frequenza diagnosi tumorale per sede. AIOM 2017 

Recenti studi evidenziano che negli uomini esiste una reale riduzione dell’incidenza di neoplasie dovute ad esempio all’esistenza dello screening per la prostata (es. PSA) o delle campagne contro il fumo di sigaretta. Nelle donne l’incidenza di tumori è sostanzialmente stabile, con un aumento significativo per quanto riguarda il polmone (a causa di un maggior numero di donne fumatrici nel nostro paese).

Nel grafico1 si possono vedere i tassi di incidenza (standardizzati sull’unione europea) di patologie tumorali in Italia

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Grafico 1. Tassi di incidenza per posizione geografica. ARTUM 2008-2013

In termini di mortalità, il primo responsabile è sempre il tumore al polmone, seguito da colon-retto e mammella; anche se in netto miglioramento rispetto al passato.

L’alimentazione come fattore di rischio.

Le abitudini alimentari, come ormai è risaputo, rappresenta l’unico fattore ambientale accertato in grado di modulare il rischio neoplastico sia in negativo che in positivo. In altre parole, a seconda della qualità degli alimenti che mangiamo siamo più o meno esposti alla possibilità di subire una trasformazione tumorale. Esistono dei comportamenti giudicati “a rischio” per tali patologie, tra i quali un posto in prima fila spetta al consumo eccessivo di: carne rossa e conservata, alcol, sale, cotture particolari. A questi aggiungiamo poi l’obesità e la vita sedentaria come ulteriori cofattori negativi.

Alcol. In Europa rappresenta il terzo fattore di rischio per morte prematura dopo fumo e ipertensione arteriosa (vedi consumi in grafico 2). L’associazione con la patologia tumorale e dose-dipendente e fa aumentare il rischio di tumori della cavità orale, laringe, faringe, esofago, fegato, colon-retto e mammella. WCRF (Word Cancer Research Foundation) indica poi una maggiore capacità di trasformazione tumorale nel caso in cui il paziente faccia uso di alcol e fumo (per via dell’induzione di mutazioni a carico del DNA per via del fumo che vengono meno efficacemente riparate a causa dell’alcol)

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Grafico 2. Consumo di alcol nelle regioni italiane rispetto alla media nazionale. EPICENTRO

Sale (e conservati). Il tumore dello stomaco, secondo WCRF, è l’unico tumore fortemente associato al consumo di sale nella dieta (in caso di consumo regolare e massivo di tale ingrediente con frequenza continuativa). Negli adulti il consumo medio di sale è pari a 10,6 grammi/die negli uomini e 8,6 nelle donne; il consumo raccomandato è fino a 5 grammi al giorno. Capiamo bene quindi che ognuno di noi si trova giornalmente con dosi di assunzione di sale superiori al consentito. Anche in questo caso la situazione è sensibilmente diversa a seconda della regione italiana (figura 1).

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Figura 1. Consumo di sale nelle regioni italiane (maschi e femmine). OEC/HES 2008-2012

Carne rossa e conservata. Il consumo di tali alimenti aumenta significativamente il rischio di tumore del colon-retto. Si stima che il consumo di 50gr/die di carne conservata aumenti il rischio di ammalarsi del 18% e una porzione di carne rossa da 100gr/die del 17%.

Obesità. Negli ultimi tempi si è sempre più accertato che l’eccesso ponderale è uno dei principali fattori alla base dell’insorgenza dei tumori. Il problema fondamentale è che in una società ricca ci troviamo spesso in un bilancio energetico non correttamente mantenuto. Sono maggiori le entrate di cibo rispetto alle effettive necessità energetiche; questo provoca il loro accumulo sotto forma di grasso portando quindi prima al sovrappeso e poi all’obesità. In Europa si stima che il 3,2% dei tumori negli uomini e l’8,6% nelle donne sia direttamente attribuibile ad un eccesso di peso. In Italia il 31,6% degli adulti è in sovrappeso (1 adulto su 3) mentre il 10,4% è obeso.

L’inquinamento atmosferico come fattore di rischio.

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e le varie agenzie europee sulla sorveglianza ambientale e di sanità pubblica hanno più volte evidenziato la necessità da parte dei paesi di compiere maggiori sforzi al fine di combattere l’inquinamento riducendo conseguentemente i rischi per l’essere umano. Non dobbiamo considerare solo le emissioni del traffico stradale o le combustioni industriali, ma anche le attività agricole e di allevamento intensivo (che oggi rappresentano più del 10% in Italia). Tra i 27 paesi dell’Unione Europea che hanno sottoscritto l’accordo sul clima, ad oggi solo la Svezia ha registrato un adesione eccellente ai programmi. L’Italia? Fanalino di coda con un grado di adesione giudicato “molto scarso” (grafico 3)

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Grafico 3. Grado di adesione dei paesi europei all’impegno di ridurre l’inquinamento atmosferico. http://www.effortsharing.org
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Tabella 2. Descrizione degli inquinanti atmosferici particolati. Epidemiologia e Prevenzione 2013

In italia. Nel nostro paese sono più di 40 i “SIN” (aree che ospitano, o che hanno ospitato, attività che producono o possono produrre inquinanti di varia natura). Tra queste aree ricordiamo il SIN di Taranto, quello di Trieste e sicuramente il nostro Ciociaro. Numerosi studi stanno valutando i rischi su questi territori tra cui il progetto “SENTIERI”  e lo studio “ESCAPE”. La cosa che più emerge come preoccupante da tali studi è che nella maggior parte dei siti valutati i limiti di legge erano rispettati. Esiste quindi un limite normativo che non consente di valutare le aree inquinate nel nostro territorio per quello che sono, al fine di agevolare in alcuni casi produzioni intensive e senza rispetto per popolazioni ed ambiente. La Figura 2 mi ha lasciato personalmente esterrefatto, è inquietante come i dati forniti dall’OMS si distacchino così tanto dai valori che vengono fissati dall’Unione Europea.

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Figura 2. Confronto della percentuale di popolazione urbana europea esposta a concentrazioni pari ai limiti fissati dall’UE rispetto ai suggerimenti dell’OMS Europa. http://www.eea.europa.eu 

L’inquinamento atmosferico è responsabile, attraverso numerosi cancerogeni, di tumori del polmone e secondariamente della vescica. Appare palese che però tutti i risultati dei vari studi scientifici e della sorveglianza in sanità pubblica, non trovino riscontro a livello legislativo in Europa così come sul locale. Sarebbe necessario uno sforzo maggiore da parte della politica nel dialogare con i grossi enti di ricerca, al fine di poter standardizzare al meglio i limiti posti per i vari inquinanti. Solo da una collaborazione costruttiva e senza colore politico si potrà modificare la nostra condizione ambientale e di salute.

Damiano Pizzuti