Cosa pensi di Ceccano, ricorsi storici?

Questa mattina mi sono imbattuto in un interessante articolo su “Ciociaria Oggi” a firma del sempre puntuale Marco Barzelli.

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Figura 1. Articolo Ciociaria Oggi

Nell’approfondimento si fa riferimento all’ultimo sondaggio proposto dall’Amministrazione Comunale di Ceccano, dove venivano indagati i fattori di benessere nel nostro territorio.

Mi preme a questo punto ricordare che dal 2015 avevo cominciato a studiare la popolazione sotto questi fattori, è quindi utile valutare i mutamenti che sono avvenuti in questi anni. Tra questi il dato che salta più all’occhio è quello sul gradimento che la popolazione ha riguardo l’operato e fiducia nella stessa amministrazione proponente.

Nel 2016 furono 623 le interviste raccolte, mentre 389 nel 2017, con un intervallo di confidenza maggiore del 95%.

Qui i dati rispetto all’amministrazione comunale in questi anni

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Tabella 1. Confronto dati riguardo alla sfiducia della popolazione della gestione amministrativa locale, secondo i questionari sottoposti negli anni alla popolazione

Appare lampante che è necessaria, da parte della classe politica locale, una profonda e chiara autocritica riguardo un operato che non sempre è stato trasparente e lineare in questi anni. Lo stesso che vi scrive ha dovuto subire ogni genere di accusa riguardo la somministrazione di questionari anonimi alla popolazione nel 2016 e 2017. Ora la stessa amministrazione ha uno strumento per guardarsi allo specchio e per riflettere sulla direzione che sta prendendo la nostra cara Ceccano.
Troppo spesso si è preferito ricorrere allo scontro, in un clima di odio orientato al “diverso” che ha superato ogni limite di sopportazione. Ritengo che sia arrivato il momento di riunire chi si occupa di cultura sul territorio, chi parla di innovazione e servizi per lo sviluppo, chi ha voglia di passare dalla contea dei templari ad una moderna cittadina europea. Abbiamo subito la “rivoluzione” dei prepotenti, è arrivato il momento di costruire qualcosa di più, qualcosa che la nostra terra merita.

Damiano Pizzuti

Giovani medici ai nastri di partenza

Ci siamo, sabato 1 settembre 2018 il gruppo “Giovani Medici Frosinone” si presenta al pubblico. Si parlerà di prevenzione, importanza delle campagne di screening e dello studio che sta coinvolgendo i 91 comuni della provincia di Frosinone e che vuole mettere in relazione stile di vita con condizioni ambienti e vicinanza ad agenti inquinanti.

La location scelta per l’evento è il Liceo Scientifico e Linguistico di Ceccano, segno che da un luogo di educazione deve partire la formazione riguardo a tematiche così importanti. Vorrei ringraziare personalmente il D.S. Prof.ssa Concetta Senese il Prof. Pietro Alviti che da sempre si mostrano attivi e sostengono le attività dei giovani sul territorio. Grazie al loro prezioso contributo l’intero evento sarà disponibile anche in streaming.

Sarà l’occasione per vedersi, incontrarsi e capire insieme cosa fare per questo territorio. Rappresentanti dell’Ordine dei Medici, Associazioni Culturali sul territorio, Amministrazioni, Scuole accompagneranno i GMF in un percorso che è solo all’inizio.

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Manifesto ufficiale dell’evento (Grafica: Roberto Pizzuti)

Il gruppo annuncia inoltre che verrà proposta alla popolazione una campagna di screening al mese, che verrà accompagnata da eventi formativi per la popolazione e per i professionisti, al fine di migliorare l’informazione riguardo le patologie più comuni presenti sul nostro territorio. Nella giornata del 1 settembre sarà possibile interagire con i colleghi medici e misurare pressione arteriosa con frequenza cardiaca ricevendo, ove necessario, consigli alimentari e di stile di vita al fine di prevenire il rischio cardiovascolare. 

Non vi resta che partecipare numerosi e approfittare di un nucleo compatto di giovani medici che, senza scopo di lucro, si mette a disposizione della terra che li ha visti nascere. Qui potete trovare l’evento facebook.

Avanti così!

 

Damiano Pizzuti

Question time “Salute e stile vita nella Valle del Sacco”

In questo articolo cercherò di rispondere ad alcuni dei vostri messaggi arrivati attraverso lo spazio libero a margine del questionario. Prima di qualsiasi cosa permettetemi di ringraziare la popolazione delle nostre terre per la straordinaria partecipazione, soprattutto in un momento molto “vacanziero” come questo. Mentre scrivo stiamo sfiorando le 700 interviste validate, ve ne siamo grati.

Veniamo a noi, premetto che cercherò di rispondere con quelle che sono le mie personali idee e valutazioni cercando di farvi capire quali possono essere gli obiettivi attuali e futuri del gruppo “Giovani Medici Frosinone“.

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La maggior parte degli oltre 100 commenti arrivati sono attestati di stima all’iniziativa e al gruppo di colleghi che sta dietro tutto questo. Ce li teniamo per noi, al fine di rinfrancare lo spirito di una professione medica un po’ bisfrattata negli ultimi tempi. Vi ringraziamo per l’affetto che ci state dimostrando e cercheremo di essere più attivi possibile per non deludere le vostre aspettative.

Ho evidenziato alcuni messaggi che hanno però attirato la mia attenzione e ai quali voglio brevemente rispondere. Qui una lista con Domande (in grassetto) e mie personali risposte:

  1. Come matchate le risposte se non avete il dato su dove il soggetto lavora o similari?
    Il presente questionario si propone di indagare l’esistenza di una correlazione tra fattori di rischio alimentari/stile di vita e quello che può essere inquinamento ambientale legato alla propria residenza. Ovviamente è un primo passo e non è sicuramente perfetto, seguiranno iniziative più capillari al fine di coprire le patologie professionali.
  2. L’età della prevenzione da adulti è una cavolata, deve partire dai bambini.
    Il discorso riguardante i test di screening è legato a diversi studi in letteratura che vanno ad individuare età preferenziali al fine di effettuare un test con risultato sensibile e specifico per la patologia da ricercare. Per “prevenzione” da bambini però qualcosa si può fare, magari educando ad una corretta alimentazione e al rispetto in materia ambientale. Ricordo che non si previene solo negli ambulatori ma soprattutto nella vita di tutti i giorni applicando pratiche di vita corrette.
  3. Se continuano ad autorizzare fabbriche che inquinano moriremo tutti di tumore.
    Ritengo che il problema non sia tanto la fabbrica, ma il far rispettare le regole in tematica ambientale. C’è bisogno di maggiori controlli, anche se in molti casi recuperare errori del passato diventa complicato.
  4. Si può integrare con indagini di laboratorio specifiche?
    Il presente questionario indaga le abitudini su base anonima, il gruppo ha in mente diverse iniziative da proporre alle amministrazioni e alle associazioni culturali che si occupano d queste tematiche.
  5. Sarebbe opportuno coinvolgere gli alunni delle scuole per ciò che concerne l’inquinamento nella Valle del Sacco.
    Per mia esperienza personale molti istituti già da tempo cercano di formare, con progetti extrascolastici, i propri studenti su queste tematiche. Noi ci siamo e siamo disposti a recarci capillarmente per spiegare cosa significa prevenzione in una terra molto particolare come la nostra.
  6. Sarebbe opportuna una maggiore “elasticità” nelle risposte, mi sono trovato in difficoltà su alcune domande.
    Mi dispiace di aver generato momenti di difficoltà, il questionario è concepito per raccogliere dati su alcune variabili prestabile dal gruppo. Ovviamente in futuro e in altre iniziative ci saranno altri modi per ampliare la conoscenza del problema sotto ogni sua forma. In parole povere, mettere troppa carne al fuoco non giova allo studio.
  7. La cosa importane è che non rimanga scritta solo su carta.
    Non sarà così.
  8. Che i programmi di prevenzione vengano pubblicizzati di più.
    Speriamo di poter aiutare la diffusione di corrette pratiche e la cultura della prevenzione attraverso i nostri canali.
  9. Consiglio di dare una tempistica indicativa e di inserire un indicatore di progressione al questionario. Il questionario anonimo può farvi avere degli errori di valutazioni su doppie risposte?
    Sulla tempistica, ci siamo dati circa 60 giorni al fine di raccogliere un numero adeguato di interviste. Per l’indicatore ringrazio del consiglio, modifica apportata tempestivamente. Sul questionario anonimo c’è un sistema di controllo che sto gestendo personalmente al fine di evitare “pacchetti” di risposte che possano spostare significativamente i risultati.
  10. Iniziativa lodevole anche se mette un po’ di ansia.
    Non è nostra intenzione generare preoccupazioni, ma indagare e comprendere insieme a voi quali sono le criticità del sistema. Chiedo pertanto venia per aver fatto provare sentimenti non voluti. Ci rifaremo in qualche iniziativa futura sul territorio alla quale sicuramente parteciperà.

Ne ho selezionati solo 10 per ora ai quali mi premeva dare una risposta immediata, seguiranno altri “Question Time” qualora ce ne sia bisogno. Vorrei dire che anche se non conosco gli utenti che li hanno scritti voglio ringraziarli per l’estrema gentilezza e per aver perso qualche minuto del loro tempo al fine di fare una domanda più, ricordo che confrontarsi (e non scontrarsi) è il modo migliore per capire meglio insieme ogni cosa.

Ricordo, per finire, che potete CLICCARE QUI per partecipare allo studio.

Damiano Pizzuti

 

Il gruppo “Giovani Medici Frosinone” per la Valle del Sacco

Dopo qualche settimana di inattività torno a scrivere di salute, prevenzione e buone pratiche nella società. Lo faccio presentando un progetto che mi sta molto a cuore, da mesi infatti i medici più giovani della provincia di Frosinone stanno parlando, facendo gruppo al fine di creare un sostegno concreto e tangibile alla terra che li ha visti nascere. Si tratta di professionisti under 40 che sicuramente avrete avuto modo di conoscere nei presidi di Guardia Medica, nei PAT o in qualche sostituzione dal vostro medico di famiglia.

Impareremo tutti a conoscere meglio i “GMF“, annuncio che è in lavorazione un sito completamente gestito da loro che si propone di fare informazione corretta riguardo pratiche mediche, patologie comuni, prevenzione e che cercherà di spiegare quello che giorno dopo giorno accade dal punto di vista sanitario nel nostro territorio. Ci tengo a precisare che tale gruppo è autonomo e non finanziato da nessuno se non dalla buona volontà e dalle capacità di ognuno dei suoi componenti.

Perché i Giovani Medici Frosinone?

Ora passiamo alle cose pratiche: parte uno studio che si pone di indagare le relazioni esistenti tra territorio, inquinamento, abitudini alimentari e stile di vita nella popolazione della Valle del Sacco. In queste settimane hanno risposto favorevolmente all’iniziativa i Comuni di Ceccano, Pofi e Castro dei Volsci promettendoci sostegno all’iniziativa e la massima collaborazione. Ringraziamo le amministrazioni e speriamo che nei prossimi giorni altri possano avvicinarsi al progetto.

In cosa consiste?

Si tratta di un questionario online (gestito con servizio Google Moduli) che indaga le abitudini nella popolazione della Valle del Sacco. Il questionario verrà presto presentato anche sotto forma cartacea, in alcuni punti in via di definizione. L’obiettivo è quello di raggiungere almeno 15 mila interviste al fine di comporre uno studio di popolazione quanto più statisticamente rilevante.

Come fare?

Potete partecipare al questionario cliccando a questo link (QUESTIONARIO). Il questionario è anonimo e i dati raccolti verranno utilizzati esclusivamente a scopo di studio statistico.

Che fine faranno i risultati?

Dopo attenta analisi i dati raccolti verranno utilizzati al fine di stendere un articolo scientifico, che verrà inviato a riviste specializzate e alle segreterie dei congressi di settore. Avremo modo quindi di studiare la popolazione in larga scala (grazie allo strumento informatico) e di individuare criticità e interventi possibili in ambito sanitario così da proporre alla popolazione della nostra terra un servizio sanitario sempre più attento e mirato a quelle che sono le reali esigenze.

Vi ringrazio per la partecipazione, che non potrà che essere numerosa

Damiano Pizzuti

Cosa pensi di Ceccano, i nuovi risultati

Per la seconda volta, gli abitanti di Ceccano hanno avuto la possibilità di esprimere il proprio giudizio riguardo vari settori del paese. L’intervista, soprattutto in seguito al recente atteggiamento da parte della politica locale nel contrastare la libertà di pensiero altrui, è avvenuta per tutti in forma anonima al fine di tutelare il soggetto partecipante da qualsivoglia ritorsione derivante dal proprio giudizio.

Qui potete scaricare tutti i grafici in formato PDF

Passiamo ad analizzare brevemente i risultati. Possiamo notare che la maggior parte degli intervistati ha un’età compresa tra i 20 e i 30 anni, è proprio questa la risorsa d cui ha maggiormente bisogno il territorio per assicurare un futuro florido. Non siamo riusciti ad avvicinare molto l’età più adulta (over 50) forse per difficoltà o diffidenza nell’utilizzo del mezzo informatico                                                                       graf1

Ricordo che il campione totale è stato di 413 interviste valide (M=53,8%, F=46,2%). L’85,6% degli intervistati dichiara di abitare stabilmente a Ceccano, gli altri di frequentare il paese per motivi di studio-lavoro. Interessante il dato proveniente dalla scolarità, la maggior parte degli intervistati (53,6%) possiede un titolo di istruzione superiore (laurea o percorso post laurea); si potrebbe a questo punto censire realmente le risorse professionali ed intellettive sul territorio cominciando a dare loro il giusto riconoscimento.

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Alle domande “cosa cambieresti” e “quale è un punto forte” i ceccanesi si sono suddivisi come evidenziato nei grafici (selezionati per titolo di studio). Interessante notare che il trend è similare nelle tre analisi, segno che non esiste una variabilità di giudizio significativa legata al proprio livello socio-culturale.

Per quanto riguarda i soggetti con alta scolarità possiamo notare che ritengono punto di forza di Ceccano:

  1. Associazioni, volontariato e sport (51,8%)
  2. Scuole e formazione (39,7%)
  3. Bellezze storico culturali (39%)

Gli stessi invece indicato di cambiare:

  1. Gestione dei servizi essenziali (acqua, nettezza urbane ecc) nel 77,3% delle interviste
  2. Amministrazione locale e politica nel 60,3% delle schede (unico dato in netto aumento con quasi il 10% in più rispetto alla precedente intervista)
  3. Decoro urbano e pulizia (48,2%)

Non è nella top 3 del “cosa cambiare” la sezione “rete e connettività”, con mia enorme sorpresa. Il cittadino fabraterno preferisce al momento una svolta a livello amministrativo-politico anziché in tema di tecnologia.

Lo stesso trend si può notare nei voti che gli intervistati hanno dato per ciascun settore, visualizzabili nel PDF citato sopra.

In generale da 1 a 10 il cittadino ceccanese dà al proprio paese un voto medio di 4,46/10.

Il mio giudizio personale è che tali risultati rappresentano un urlo disperato da parte soprattutto di giovani che hanno investito tempo e denaro nella formazione e che non trovano riscontro né approvazione sul territorio che li ha visti nascere. Lo stesso territorio che vede andare avanti incapaci molto spesso grazie ad amicizie o ad accordi economici di varia natura. Lo stesso territorio avvelenato da chi si occupa di fare campagna elettorale perpetua anziché parlare seriamente di società, cultura, ecologia e integrazione. 

Damiano Pizzuti

 

 

 

Albo delle associazioni, a che punto siamo?

Ormai 2 anni fa (14 luglio 2015) si teneva presso il Castello dei Conti de Ceccano un incontro (organizzato da me come rappresentante dell’Associazione Sirio) tra molti gruppi associativi fabraterni. Lo scopo era quello di unire, di conoscersi e di stabilire dei punti fermi per donare al nostro paese forme di intrattenimento culturale vario e più dilazionato durante l’anno solare. Ben 25 Associazioni Ceccanesi in tale occasione hanno avuto modo di discutere e conoscersi, anche alla presenza dei due assessori di riferimento.

Qui l’articolo del Prof. Pietro Alviti che con la solita puntualità ci regala una breve cronaca della serata. In tale occasione ricordo che l’Assessore alla Cultura del nostro paese promise ben 100mila euro da spendere in attività culturali e per le associazioni sul territorio, mentre l’Assessore ai rapporti con le associazioni annunciò l’istituzione di un albo delle associazioni già deliberato dalla giunta tutt’ora insediata a Ceccano. Tale delibera non è più visualizzabile sul portale del nostro comune, potete visualizzarla cliccando qui (delibera del 9/07/2015).

Da promotore dell’iniziativa e forte sostenitore di una coesione tra gruppi che si occupano di società e cultura non potevo che essere soddisfatto e felice di questa strada intrapresa. Dal 1 settembre 2015 infatti si è aperto ufficialmente l’albo delle associazioni con la possibilità di iscriversi al registro dedicato. La promessa, fatta dagli assessori a voce unita, è stata quella di convocare incontri periodici con settorializzazione tematica al fine di poter convogliare al meglio le forze sul territorio.

Sono passati ben 2 anni e di quella iniziativa non resta più nulla se non una pila di statuti e atti costitutivi delle associazioni ammassati chissà in quale faldone negli archivi comunali. Sono stati fatti degli eventi tematici (es. Carnevale, Natale) dove non si è seguita la logica dell’inclusione, ma dell’esclusione. Eventi votati spesso ad una logica più commerciale che culturale, quando è risaputo che il commercio funziona se si crea un’attrattiva complessa e strutturata tale che si mette l’utente nella condizione di stazionare sul territorio per più tempo possibile.

Circa 10 giorni fa ho avuto il piacere di discutere con un consigliere comunale della maggioranza ceccanese.  Ho posto la questione dell’albo ritenendo me stesso un cittadino preso in giro ed indignato per non aver dato seguito ad una proposta seria e utile per il paese; la promessa è stata quella di essere contattato telefonicamente in 3 giorni con l’auspicio di organizzare un tavolo con rappresentanti di associazioni, comune e società civile. Nella giornata di ieri ho ricontattato tale rappresentante il quale mi ha detto che esiste già un forum civico della associazioni del quale io, per mia scelta, non faccio parte; di conseguenza non si vede l’esigenza di organizzare tale incontro. A questo punto:

  1. Se esiste tale organizzazione (nata e morta in fase embrionale per come la ricordo) e ad oggi opera, perché non se ne dà notizia per mezzo stampa, social al fine di avvicinare e coinvolgere? (Mi sembrerebbe nel caso una grave mancanza di rispetto da parte dei gestori dell’ente non darne notizia)
  2. Perché dovremmo aver bisogno di un’organizzazione “civica” quando possiamo avere a disposizione uno strumento comunale, già deliberato da ben 2 anni, che se messo nelle giuste mani funziona bene?
  3. Perché le associazioni ceccanesi non si sentono offese e prese in giro come mi sento io in questo momento?

Per quanto mi riguarda continuerò a lottare, ad essere diffidato, denunciato e insultato per portare avanti quello in cui credo, voi siete pronti a fare lo stesso?

“Non temo l’ingegneria genetica ma la manipolazione culturale”

“Non si può mettere un lucchetto al cervello umano”

Rita Levi Montalcini

 

Damiano Pizzuti

 

 

Inquinamento, come affrontarlo?

Nel nostro territorio, soprattutto nei centri abitati più grandi, ogni giorno la popolazione è sottoposta ad inalazione di miscele di inquinanti atmosferici potenzialmente dannosi per la salute. L’apparato respiratorio è il primo bersaglio di sostanza dannose provenienti dall’aria, sono molteplici gli studi che dimostrano l’effettiva correlazione tra patologie croniche respiratorie (secondariamente cardiocircolatorie e neoplastiche) e composizione di aria respirata. Il trend per i prossimi decenni è in costante aumento, a causa di industrializzazione selvaggia e zone urbane non a basso impatto ambientale.

Bisogna precisare gli inquinanti si possono classificare in indoor (quando la loro assunzione avviene in luoghi chiusi) e outdoor (quando li assumiamo all’aperto come in strade, centri urbani, industrie). L’inquinamento atmosferico produrrà quindi degli effetti che possono essere:

  • ACUTI, quando si manifestano nel giro di poco (ore, giorni) tempo dall’esposizione di alte concentrazioni di inquinanti (es. intossicazione da monossido di carbonio dalle vecchie stufe domestiche)
  • CRONICI, quando si manifestano dopo anni in seguito ad inalazioni continuative di inquinanti, anche se a basse concentrazioni (sono gli effetti più temibili che possono portare a cancerogenesi)
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Tabella 1. Descrizione degli inquinanti atmosferici particolati. Fonte: Epidemiologia & Prevenzione 2013

In base ai dati forniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’inquinamento nell’aria sarebbe responsabile di 3,7 milioni di decessi all’anno (su tutte le forme di inquinamento la cifra arriva a superare i 12 milioni); di questi 800 mila solo in Europa.  La stessa OMS ha richiamato l’Europa a politiche più severe al fine di salvaguardare la salute pubblica

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Grafico 1. Confronto tra percentuale urbana esposta a inquinanti atmosferici secondo l’Unione Europea e quella secondo l’OMS.  Fonte: European Environment
Agency – http://www.eea.europa.eu

Per quanto riguarda la situazione italiana, il Progetto VIIAS (Valutazione Integrata dell’Impatto dell’Inquinamento atmosferico sull’Ambiente e sulla Salute), finanziato nel quadro delle iniziative del Centro Controllo Malattie (CCM) del Ministero della Salute, ha effettuato la valutazione integrata dell’inquinamento atmosferico in Italia valutando l’intera catena di eventi (dalle politiche, alle fonti di esposizione, alle modalità di esposizione, agli impatti) che possono influire sulla salute della popolazione. Il Progetto ha fornito una stima del numero di decessi attribuibili all’inquinamento atmosferico in Italia.
Gli inquinanti oggetto di studio – il particolato atmosferico, soprattutto la sua frazione fine, il PM2,5, il biossido di azoto (NO2) e l’ozono (O3) – sono associati a effetti quali l’aumento di sintomi respiratori, l’aggravamento di patologie croniche cardio-respiratorie, il tumore polmonare, l’aumento della mortalità e la riduzione della speranza di vita. Analizzando la mortalità causa specifica sono stati stimati 19.945 decessi per patologie cardiovascolari, 3.197 decessi per malattie dell’apparato respiratorio e 2.938 per tumore polmonare. Al Nord si muore di più che nel resto d’Italia a causa del particolato fine, sia per patologie cardiovascolari (oltre 12.600 casi) sia per malattie dell’apparato respiratorio (2.112 casi) e tumore ai polmoni (1.935 casi). Inoltre, il progetto ha stimato 12.400 nuovi casi di eventi coronarici (infarto e angina grave) attribuibili all’esposizione a PM2.5.

Ministero della Salute – Centro Controllo Malattie

Cosa possiamo fare come cittadini?

Qui alcuni consigli molto semplici per migliorare la propria qualità di vita contribuendo al benessere generale della popolazione.

  1. Utilizzare meglio le risorse disponibili ed evitare gli sprechi, in particolare di energia elettrica e acqua. L’attenzione verso i consumi, può portare a un risparmio dal 30% al 50% di energia elettrica domestica, con ricadute positive anche sull’ambiente. Inoltre quando si acquistano elettrodomestici, è opportuno scegliere quelli a minor consumo energetico (classi A o A+)
  2. Usare i mezzi pubblicila bicicletta o camminare a piedi contribuisce a ridurre l’inquinamento dell’aria e, favorendo l’attività fisica, può migliorare il nostro stato di salute
  3. Ridurre il consumo di carne: è dimostrato che ridurre il consumo di carne e di alimenti di origine animale contribuisce a ridurre le emissioni di gas serra prodotte dall’allevamento del bestiame. Ci tengo a precisare che “ridurre” non significa “eliminare”, la nostra dieta ha bisogno di proteine di origine animale.
  4. Seguire una dieta ricca di antiossidanti può contrastare e ridurre gli effetti negativi dell’inquinamento atmosferico. Gli antiossidanti sono sostanze in grado di neutralizzare i radicali liberi e proteggere l’organismo dalla loro azione nociva.
  5. Limitare l’esposizione agli inquinanti presenti negli ambienti indoor (casa, scuola, ufficio e luoghi ricreativi) e in particolare evitare l’esposizione a fumo di tabacco attivo e passivo che è ancora oggi il principale fattore di rischio evitabile di morte.

In attesa di politiche serie e coerenti, è nostro compito fare il possibile per diminuire la probabilità di essere vittime di patologie correlate all’inquinamento atmosferico; soprattutto nel territorio in cui viviamo che da troppi anni viene molestato senza tregua nel più totale vuoto legislativo.

Damiano Pizzuti

Fonti:

Esperienze che ti cambiano la vita

Ci sono esperienze che ti cambiano la vita, che inevitabilmente ti fanno crescere come essere umano, che ti fanno aprire gli occhi su come il mondo troppo spesso sia un posto sbagliato. Queste stesse esperienze ti fanno anche capire che puoi dare una mano mettendo a servizio te stesso per qualcosa o semplicemente per qualcuno.

Circa un anno fa, attraverso un gruppo WhatsApp, il mio Relatore di tesi (Prof. Loris Pagano) mi invitò a partecipare ad alcune giornate di vaccinazioni ad Immigrati, senza tetto, rifugiati politici presso la Comunità di S. Egidio a Roma. La sua fu una richiesta gentile e rispettosa, non conoscendo a fondo la sensibilità e il pensiero dei propri studenti su tematiche che attualmente possono sembrare delicate. Rimasi colpito e incuriosito da questa opportunità, era la prima volta che scoprivo che da studenti di medicina si potevano fare queste esperienze sul campo.

Così cominciò l’avventura che mi ha fatto conoscere centinaia di persone provenienti da circa 60 nazioni sparse su tutti i continenti. La prima volta ammetto che ero agitato, non sapevo con chi dovevo confrontarmi e se mai fossi mai stato all’altezza del mio compito. Ero addetto all’accettazione e alla stesura dell’anamnesi, un ruolo che in questo ambito particolare mi ha permesso di conoscere tante storie diverse e tante personalità forti nella loro profonda disperazione. In questo breve testo racconterò solo 2 pazienti che mi hanno colpito particolarmente.

C’era un signore appartenente ad un ex stato dall’Unione Sovietica, era molto simpatico e aveva voglia di parlare, mi ha raccontato di essere fuggito dalla fame e dalla repressione ideologica nel proprio paese natale e che questa fu la scelta più difficile della sua vita. Approfondendo la chiacchierata mi raccontò che nel suo paese lavorava come ingegnere chimico e che amava leggere Nietzsche e altri filosofi dell’800 e 900. Lo stesso uomo mi disse di non avere rimpianti e di preferire lo status di senza tetto in un paese libero che quello da ingegnere in un paese in catene.

Spesso noi scappiamo dall’Italia alla ricerca di una posizione migliore o più remunerativa, dimenticandoci dell’esistenza di individui che lasciano la propria terra perché perseguitati per le proprie idee o convinzioni. La chiacchierata con questo signore dell’est (che qui ho riassunto brevemente) è stato uno dei momenti che più mi ha toccato.

In una domenica di dicembre siamo andati presso la scuola di italiano gestita dalla Comunità a Roma, qui ho avuto modo di conoscere persone giovanissime, ragazzi e ragazze fuggiti dall’arruolamento forzato e dalla morte certa. Ricordo un ragazzo siriano di 20 anni, arrivato attraverso i canali umanitari nel nostro paese. Lui mi ha raccontato di non essere un seguace dell’islam e che fin da piccolo aveva sognato l’Europa come speranza di libertà; infine mi ha confidato che imparando la nostra lingua ha cominciato a leggere qualche freepress (leggo o metro) restando molto colpito e triste riguardo al fatto che spesso si parla di “problema immigrati”.

Davvero l’immagine che vogliamo dare come popolo italiano è quello di gente intollerante, indisponente e poco intelligente? Questa domanda (che continuo a pormi tutt’ora) non trova risposte soddisfacenti nell’opinione pubblica.

Qui il video racconto dell’esperienza:

È passato un anno, mi sono laureato aiutando a portare a termine questo progetto. Sono fiero di essere un medico che ha avuto la possibilità di fare questa tipologia di esperienza. Questa iniziativa diventa, il 3 ottobre 2017, un progetto nazionale della FIMMG-Comunità di S. Egidio portando la stessa tipologia di esperienze in più città italiane. Qui il comunicato ufficiale:

VACCINI: PROGETTO FIMMG-SANT’EGIDIO, MEDICI FAMIGLIA VACCINANO ‘INVISIBILÌ = Roma, 3 ott. (AdnKronos Salute) – Il medico di famiglia al fianco degli ‘invisibilì. Siglato durante il 74° Congresso Fimmg-Metis, in corso a Domus de Maria (Cagliari) un protocollo d’intesa tra Federazione italiana medici di medicina generale e comunità di Sant’Egidio, per promuovere le vaccinazioni nei più fragili. L’iniziativa è rivolta a persone di età superiore ai 6 anni e verrà realizzata grazie all’impiego di vaccini donati da alcune industrie farmaceutiche. Il progetto di volontariato partirà in cinque città italiane: Genova, Messina, Napoli, Padova, Roma. «Ci auguriamo che presto la sperimentazione possa essere estesa anche ad altre realtà – sottolinea Tommasa Maio, responsabile dell’area vaccini Fimmg – Un progetto pilota è stato già realizzato a Roma durante il periodo della campagna vaccinale 2016/17 dalla Scuola di formazione in medicina di famiglia-Regione Lazio, ottenendo risultati soddisfacenti». Potranno aderire su base volontaria gli iscritti alla Fimmg delle sedi provinciali coinvolte, i medici del triennio di Formazione specifica, i diplomati del Corso di formazione specifica in medicina generale e i medici neo-laureati. La comunità di Sant’Egidio individuerà e metterà a disposizione le sedi dove effettuare le vaccinazioni.

Tommasa Maio – Segretario Nazionale – FIMMG Settore Continuità Assistenziale

Qui il video dove la Dott.ssa Caterina Pizzutelli espone il progetto:

Sono fiero di aver conosciuto i colleghi straordinari della scuola di formazione in medicina di famiglia della Regione Lazio, prima maestri e poi amici.

Questo è il momento di fare un passo in avanti smettendo di evidenziare le differenze tra i popoli ma rafforzando quelli che sono i valori che ci uniscono. Lavorare sull’integrazione non è mai una strada a senso unico, integrare l’altro significa anche lavorare su sé stessi aggiungendo esperienze e sapere al nostro bagaglio.

Damiano Pizzuti

 

 

Chikungunya, 8 cose da sapere

Vista la vicinanza dei nostri territori al focolaio romano, cerchiamo di capire cosa è “chikungunya” e come combattere le infezioni che hanno le zanzare (o altri insetti) come vettori.

  1. Cos’è Chikungunya? Si tratta di una malattia virale acuta trasmessa da quella che comunemente chiamiamo “zanzara tigre”. Descritta per la prima volta in Tanzania nel 1952. ll virus appartiene alla famiglia della Togaviridae (la stessa famiglia della Rosolia). Il nome significa “diventare contorto” e descrive l’aspetto curvo che assume chi contrae la malattia (a causa dei dolori articolari)
  2. Come riconoscere la malattia? I sintomi di esordio sono del tutto aspecifici e comprendono febbre acuta molto elevata accompagnata da dolori articolari. Altri sintomi meno frequenti possono essere: dolori muscolari, mal di testa, nausea, affaticamento, ed esantema cutaneo. Il dolore (articolare o muscolare) è spesso molto debilitante ma fortunatamente si protrae per pochi giorni o al massimo qualche settimana. È importate ricordare che dalla patologia si guarisce completamente, salvo alcuni casi in cui i dolori muscolo-articolari possono protrarsi per mesi. Sintomatologie più gravi (a livello neurologico o respiratorio) sono molto rare, spesso la sintomatologia è lieve e passa del tutto inosservata al paziente.
  3. Come si trasmette l’infezione? Si trasmette da persona a persona attraverso un vettore che in questo caso è la zanzara femmina infetta. Si tratta delle stesse zanzare che possono trasmettere anche il virus Zika e la febbre Dengue. Queste zanzare pungono principalmente nelle ore diurne e all’aperto, ma non è escluso che possano farlo anche all’interno delle abitazioni. Dopo la puntura di una zanzara infetta, i sintomi si manifestano generalmente entro 4-8 giorni.
  4. Esistono degli accertamenti per confermare la diagnosi? Il Ministero della Salute indica che i test sierologici, quali il test ELISA, possono confermare la presenza di IgM e IgG. I livelli anticorpali di IgM sono più elevati 3-5 settimane dopo l’inizio della sintomatologia e persistono per circa 2 mesi. Si raccomanda di analizzare i campioni prelevati durante la prima settimana dopo l’insorgenza della sintomatologia utilizzando sia metodi sierologici che virologici (RT-PCR).
  5. Esistono delle terapie? Non esistono ad oggi terapie specifiche che eradicano l’infezione. Il trattamento è sintomatico al fine di alleviare i dolori muscolo-articolari e di abbassare la temperatura corporea. Le persone affette da febbre chikungunya dovrebbero essere protette da punture di insetti (con repellenti e vestiti adeguati) per evitare la propagazione dell’infezione ad altri soggetti. Ad oggi non esistono vaccini che prevengono la malattia.
  6. La situazione in Italia? Bisogna specificare che l’infezione è presente in oltre 60 paesi al mondo e diffusa in Europa, Asia, America e Africa. In italia nel 2007 è stato notificato il primo focolaio epidemico da parte della Regione Emilia Romagna.
  7. Come fare prevenzione? Bisogna considerare una riduzione del numero di contenitori naturali ed artificiali contenenti acqua, che permettono la riproduzione delle zanzare. Ciò richiede la mobilizzazione delle comunità. Durante le epidemie, è inoltre possibile vaporizzare insetticidi per eliminare gli insetti adulti, applicarli sulle superfici dei contenitori dove le zanzare adulte si posano. Lo stesso trattamento va fatto anche nei recipienti pieni d’acqua, per eliminare le forme larvali immature.
  8. Cosa fa l’Italia in termini di sorveglianza? Il Ministero della Salute ha emanato la Circolare 10/07/2017 – Piano Nazionale di sorveglianza e risposta alle arbovirosi trasmesse da zanzare (Aedes sp.) con particolare riferimento ai virus Chikungunya, Dengue e Zika – 2017. Potete scaricarla e leggerla cliccando sul titolo.

 

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Figura 1. Come proteggersi dalle punture. Fonte: Regione Emilia Romagna

Damiano Pizzuti

Fonti e articoli utili:

 

 

 

 

 

Morbillo, è ancora emergenza

Nonostante il nuovo decreto vaccini e l’informazione massiccia che medici e biologi stanno facendo circolare attraverso tutti i canali di informazione, l’emergenza “morbillo” non sembra diminuire. Il numero dei casi è in costante aumento con quasi 4500 casi accertati da gennaio 2017 ad oggi. Il capillare lavoro di Epicentro (Istituto Superiore di Sanità) coordinato dal Ministero della Salute non basta, è importante che ognuno di noi cominci a prendere coscienza dell’importante di vaccinarsi e vaccinare i propri figli.

Ricordo che al 12 settembre 2017 la situazione è la seguente:

  • 4487 casi segnalati dall’inizio dell’anno di cui 3 decessi
  • quasi tutte le Regioni (18/21) hanno segnalato casi, ma il 90% proviene da sette: Piemonte, Lazio, Lombardia, Toscana, Abruzzo, Veneto e Sicilia
  • l’88% dei casi era NON vaccinato e il 7% ha ricevuto solo una dose di vaccino
  • l’età mediana dei casi pari a 27 anni. La maggior parte dei casi (74%) è stata segnalata in persone di età maggiore o uguale a 15 anni
  • l’incidenza maggiore si è verificata nei bambini sotto l’anno di età
  • 297 casi segnalati tra operatori sanitari

Vaccinarsi non è un’opinione, non è politica e non è religione.

Damiano Pizzuti

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