Più di 200 interviste in poche ore, parte il questionario “Salute e stile vita nella Valle del Sacco”

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Pubblicato nella serata di ieri 7 agosto 2018, il questionario proposto e strutturato dal gruppo “Giovani Medici Frosinone” ha raccolto già più di 200 interviste, tanti consensi da parte della popolazione che sicuramente rinfrancano del lavoro fatto.

Per tutte le informazioni e gli obiettivi dello studio invito a leggere il precedente articolo CLICCANDO QUI

Chi sono i Giovani Medici Frosinone?

Si tratta di medici under 40 della nostra provincia, molti in attesa di formazione (a causa dei sempre scarsi posti nei corsi di alta formazione post universitari), altri in specializzazione o nel corso di formazione in medicina generale, infine alcuni già specializzati; parliamo di un’intera generazione di professionisti che ha deciso spontaneamente e senza condizionamenti di mettersi al servizio della comunità. Qui una breve lista di tutti i medici partecipanti, suddivisi per paese di residenza (in via di aggiornamento):

  • DOTT.SSA CHIARA COCCIA – ALATRI
  • DOTT.SSA FABIOLA COCCIA – ALATRI
  • DOTT.SSA ROBERTA NAFRA – ALATRI
  • DOTT. FRANCESCO IANNONE – AQUINO
  • DOTT. EMILIANO ARANGO – BOVILLE ERNICA
  • DOTT.SSA EMANUELA LANNI – CASSINO
  • DOTT.SSA EMY MANZI – CASSINO
  • DOTT.SSA CRISTINA FRABOTTA – CASTRO DEI VOLSCI
  • DOTT. DAMIANO PIZZUTI – CECCANO
  • DOTT.SSA ILARIA FIORI – CECCANO
  • DOTT. FRANCESCO SCIORIO – CEPRANO
  • DOTT.SSA SIMONA MASTRANGELI – FERENTINO
  • DOTT.SSA SARA LA BELLA – FERENTINO
  • DOTT. DANIELE MARINELLI – FERENTINO
  • DOTT.SSA IOLE NICOLI – FROSINONE
  • DOTT. EMANUELE DI MURRO – FROSINONE
  • DOTT.SSA GIOIA MASTROMORO – FROSINONE
  • DOTT.SSA ALESSANDRA COLELLA – FROSINONE
  • DOTT. ALESSANDRO REALI – MONTE S. GIOVANNI CAMPANO
  • DOTT.SSA TATIANA RECA – ROCCASECCA
  • DOTT.SSA VINCENZA VENDITTELLI – SAN VITTORE NEL LAZIO
  • DOTT. NICOLA PESCETELLI – SERRONE
  • DOTT.SSA BEDETTA FERRERA – SORA
  • DOTT.SSA CATERINA PIETROGIACOMI – TRIVIGLIANO
  • DOTT.SSA MARTINA D’ONORIO – VEROLI

 

PER PARTECIPARE ALLO STUDIO CLICCARE QUI

In un prossimo articolo sarà mia cura rispondere al alcuni dubbi e proposte che stanno arrivano attraverso lo spazio aperto nel questionario, vi chiedo di darmi del tempo per potervi leggere tutti.  A presto e grazie

Damiano Pizzuti

 

 

Il gruppo “Giovani Medici Frosinone” per la Valle del Sacco

Dopo qualche settimana di inattività torno a scrivere di salute, prevenzione e buone pratiche nella società. Lo faccio presentando un progetto che mi sta molto a cuore, da mesi infatti i medici più giovani della provincia di Frosinone stanno parlando, facendo gruppo al fine di creare un sostegno concreto e tangibile alla terra che li ha visti nascere. Si tratta di professionisti under 40 che sicuramente avrete avuto modo di conoscere nei presidi di Guardia Medica, nei PAT o in qualche sostituzione dal vostro medico di famiglia.

Impareremo tutti a conoscere meglio i “GMF“, annuncio che è in lavorazione un sito completamente gestito da loro che si propone di fare informazione corretta riguardo pratiche mediche, patologie comuni, prevenzione e che cercherà di spiegare quello che giorno dopo giorno accade dal punto di vista sanitario nel nostro territorio. Ci tengo a precisare che tale gruppo è autonomo e non finanziato da nessuno se non dalla buona volontà e dalle capacità di ognuno dei suoi componenti.

Perché i Giovani Medici Frosinone?

Ora passiamo alle cose pratiche: parte uno studio che si pone di indagare le relazioni esistenti tra territorio, inquinamento, abitudini alimentari e stile di vita nella popolazione della Valle del Sacco. In queste settimane hanno risposto favorevolmente all’iniziativa i Comuni di Ceccano, Pofi e Castro dei Volsci promettendoci sostegno all’iniziativa e la massima collaborazione. Ringraziamo le amministrazioni e speriamo che nei prossimi giorni altri possano avvicinarsi al progetto.

In cosa consiste?

Si tratta di un questionario online (gestito con servizio Google Moduli) che indaga le abitudini nella popolazione della Valle del Sacco. Il questionario verrà presto presentato anche sotto forma cartacea, in alcuni punti in via di definizione. L’obiettivo è quello di raggiungere almeno 15 mila interviste al fine di comporre uno studio di popolazione quanto più statisticamente rilevante.

Come fare?

Potete partecipare al questionario cliccando a questo link (QUESTIONARIO). Il questionario è anonimo e i dati raccolti verranno utilizzati esclusivamente a scopo di studio statistico.

Che fine faranno i risultati?

Dopo attenta analisi i dati raccolti verranno utilizzati al fine di stendere un articolo scientifico, che verrà inviato a riviste specializzate e alle segreterie dei congressi di settore. Avremo modo quindi di studiare la popolazione in larga scala (grazie allo strumento informatico) e di individuare criticità e interventi possibili in ambito sanitario così da proporre alla popolazione della nostra terra un servizio sanitario sempre più attento e mirato a quelle che sono le reali esigenze.

Vi ringrazio per la partecipazione, che non potrà che essere numerosa

Damiano Pizzuti

I numeri del tumore in Italia

Come ogni anno, l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) in collaborazione con AIRTUM (registro tumori) rilascia un documento chiamato “I NUMERI DEL CANCRO IN ITALIA“. Tutti i dati vengono diffusi da Epicentro (Istituto Superiore di Sanità) e dal Ministero della Salute. Nel 2017, per il primo anno, i dati sono a disposizione di cittadini e pazienti in una forma “smart” al fine di far comprendere alla maggior parte della popolazione la situazione “tumori” nel nostro paese e i fattori di rischio alla base della patologia.

Qui potete scaricare la versione “smart” per cittadini

Qui invece la versione estesa per operatori sanitari

Ogni giorno circa 1000 persone ricevono diagnosi di tumore. Calano tumori del colon-retto (efficacia dello screening) e le leucemie; trend in crescita per quanto riguarda pancreas, tiroide, melanoma. Dato interessante è che, in entrambi i sessi, la mortalità continua a diminuire (segno di un diffuso miglioramento delle terapie a disposizione). Fin’ora, nel 2017, sono circa 369.000 i casi diagnosticati (con stima sull’ultimo trimestre in corso), tra questi i più frequenti sono: colon-retto, mammella, prostata e polmone (tabella1). L’invecchiamento della popolazione favorisce l’insorgenza di tali neoplasie

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Tabella 1. Frequenza diagnosi tumorale per sede. AIOM 2017 

Recenti studi evidenziano che negli uomini esiste una reale riduzione dell’incidenza di neoplasie dovute ad esempio all’esistenza dello screening per la prostata (es. PSA) o delle campagne contro il fumo di sigaretta. Nelle donne l’incidenza di tumori è sostanzialmente stabile, con un aumento significativo per quanto riguarda il polmone (a causa di un maggior numero di donne fumatrici nel nostro paese).

Nel grafico1 si possono vedere i tassi di incidenza (standardizzati sull’unione europea) di patologie tumorali in Italia

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Grafico 1. Tassi di incidenza per posizione geografica. ARTUM 2008-2013

In termini di mortalità, il primo responsabile è sempre il tumore al polmone, seguito da colon-retto e mammella; anche se in netto miglioramento rispetto al passato.

L’alimentazione come fattore di rischio.

Le abitudini alimentari, come ormai è risaputo, rappresenta l’unico fattore ambientale accertato in grado di modulare il rischio neoplastico sia in negativo che in positivo. In altre parole, a seconda della qualità degli alimenti che mangiamo siamo più o meno esposti alla possibilità di subire una trasformazione tumorale. Esistono dei comportamenti giudicati “a rischio” per tali patologie, tra i quali un posto in prima fila spetta al consumo eccessivo di: carne rossa e conservata, alcol, sale, cotture particolari. A questi aggiungiamo poi l’obesità e la vita sedentaria come ulteriori cofattori negativi.

Alcol. In Europa rappresenta il terzo fattore di rischio per morte prematura dopo fumo e ipertensione arteriosa (vedi consumi in grafico 2). L’associazione con la patologia tumorale e dose-dipendente e fa aumentare il rischio di tumori della cavità orale, laringe, faringe, esofago, fegato, colon-retto e mammella. WCRF (Word Cancer Research Foundation) indica poi una maggiore capacità di trasformazione tumorale nel caso in cui il paziente faccia uso di alcol e fumo (per via dell’induzione di mutazioni a carico del DNA per via del fumo che vengono meno efficacemente riparate a causa dell’alcol)

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Grafico 2. Consumo di alcol nelle regioni italiane rispetto alla media nazionale. EPICENTRO

Sale (e conservati). Il tumore dello stomaco, secondo WCRF, è l’unico tumore fortemente associato al consumo di sale nella dieta (in caso di consumo regolare e massivo di tale ingrediente con frequenza continuativa). Negli adulti il consumo medio di sale è pari a 10,6 grammi/die negli uomini e 8,6 nelle donne; il consumo raccomandato è fino a 5 grammi al giorno. Capiamo bene quindi che ognuno di noi si trova giornalmente con dosi di assunzione di sale superiori al consentito. Anche in questo caso la situazione è sensibilmente diversa a seconda della regione italiana (figura 1).

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Figura 1. Consumo di sale nelle regioni italiane (maschi e femmine). OEC/HES 2008-2012

Carne rossa e conservata. Il consumo di tali alimenti aumenta significativamente il rischio di tumore del colon-retto. Si stima che il consumo di 50gr/die di carne conservata aumenti il rischio di ammalarsi del 18% e una porzione di carne rossa da 100gr/die del 17%.

Obesità. Negli ultimi tempi si è sempre più accertato che l’eccesso ponderale è uno dei principali fattori alla base dell’insorgenza dei tumori. Il problema fondamentale è che in una società ricca ci troviamo spesso in un bilancio energetico non correttamente mantenuto. Sono maggiori le entrate di cibo rispetto alle effettive necessità energetiche; questo provoca il loro accumulo sotto forma di grasso portando quindi prima al sovrappeso e poi all’obesità. In Europa si stima che il 3,2% dei tumori negli uomini e l’8,6% nelle donne sia direttamente attribuibile ad un eccesso di peso. In Italia il 31,6% degli adulti è in sovrappeso (1 adulto su 3) mentre il 10,4% è obeso.

L’inquinamento atmosferico come fattore di rischio.

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e le varie agenzie europee sulla sorveglianza ambientale e di sanità pubblica hanno più volte evidenziato la necessità da parte dei paesi di compiere maggiori sforzi al fine di combattere l’inquinamento riducendo conseguentemente i rischi per l’essere umano. Non dobbiamo considerare solo le emissioni del traffico stradale o le combustioni industriali, ma anche le attività agricole e di allevamento intensivo (che oggi rappresentano più del 10% in Italia). Tra i 27 paesi dell’Unione Europea che hanno sottoscritto l’accordo sul clima, ad oggi solo la Svezia ha registrato un adesione eccellente ai programmi. L’Italia? Fanalino di coda con un grado di adesione giudicato “molto scarso” (grafico 3)

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Grafico 3. Grado di adesione dei paesi europei all’impegno di ridurre l’inquinamento atmosferico. http://www.effortsharing.org
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Tabella 2. Descrizione degli inquinanti atmosferici particolati. Epidemiologia e Prevenzione 2013

In italia. Nel nostro paese sono più di 40 i “SIN” (aree che ospitano, o che hanno ospitato, attività che producono o possono produrre inquinanti di varia natura). Tra queste aree ricordiamo il SIN di Taranto, quello di Trieste e sicuramente il nostro Ciociaro. Numerosi studi stanno valutando i rischi su questi territori tra cui il progetto “SENTIERI”  e lo studio “ESCAPE”. La cosa che più emerge come preoccupante da tali studi è che nella maggior parte dei siti valutati i limiti di legge erano rispettati. Esiste quindi un limite normativo che non consente di valutare le aree inquinate nel nostro territorio per quello che sono, al fine di agevolare in alcuni casi produzioni intensive e senza rispetto per popolazioni ed ambiente. La Figura 2 mi ha lasciato personalmente esterrefatto, è inquietante come i dati forniti dall’OMS si distacchino così tanto dai valori che vengono fissati dall’Unione Europea.

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Figura 2. Confronto della percentuale di popolazione urbana europea esposta a concentrazioni pari ai limiti fissati dall’UE rispetto ai suggerimenti dell’OMS Europa. http://www.eea.europa.eu 

L’inquinamento atmosferico è responsabile, attraverso numerosi cancerogeni, di tumori del polmone e secondariamente della vescica. Appare palese che però tutti i risultati dei vari studi scientifici e della sorveglianza in sanità pubblica, non trovino riscontro a livello legislativo in Europa così come sul locale. Sarebbe necessario uno sforzo maggiore da parte della politica nel dialogare con i grossi enti di ricerca, al fine di poter standardizzare al meglio i limiti posti per i vari inquinanti. Solo da una collaborazione costruttiva e senza colore politico si potrà modificare la nostra condizione ambientale e di salute.

Damiano Pizzuti